Che cos’è la pedagogia clinica


Obiettivo è raggiungere il delicato equilibrio tra sé e gli altri lungo tutto l’arco della vita
“Non posso insegnare niente a nessuno, posso solo cercare di farti riflettere” (Socrate)


Perché partire dal maestro dei maestri, perché questo è l’obiettivo della Pedagogia e della pedagogia clinica.
La Pedagogia clinica è un aiuto alla persona che in un certo momento della vita ha perso la fiducia in sé e la consapevolezza delle proprie risorse, al fine di far fronte alle difficoltà.
Il pedagogista clinico rivolge i suoi interventi in aiuto alle persone di tutte le età, per favorire stati di rinnovato benessere, permettendogli di ri-conquistare nuove disponibilità verso se stesso e gli altri, attivando le proprie risorse e potenzialità personali.
Educazione deriva da ex ducere che significa tirar fuori ciò che è già presente nell’individuo, per andare in profondità dentro di sé a trovare da sé le proprie risposte.


“Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! Come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’ io dico metto il senso e il valore delle cose che sono dentro di me, mentre chi le ascolta, inevitabilmente, le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai…” (L.Pirandello)


Come facciamo ad intenderci? Attraverso l’uso di strumenti che superano ciò.
Il colloquio, l’arte nelle sue diverse forme, la musica, le tecniche distensive, le tecniche immaginative.
Il disegno onirico e lo psicodramma, due attività simboliche che ci mettono in diretto rapporto con le nostre emozioni e ci permettono di incontrarle, riconoscerle e gestirle.


Il Pedagogista clinico lavora con tecniche e metodologie pratiche che rendono la persona protagonista del proprio cambiamento. Si parte dalla situazione del qui ed ora e si offrono strategie di intervento immediate e sperimentabili anche durante le proprie giornate.
Gli aspetti maggiormente coinvolti sono quelli emozionali e motivazionali, motori del cambiamento.
La diagnosi è parte del percorso, non si etichetta la difficoltà ma si lavora soprattutto sulle potenzialità, utili fonti per compensare incertezze e problematiche sorte nella quotidianità.

 

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